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“Gli squadristi rossi assaltano Dell’Utri”. “L’assalto ‘democratico’ per far tacere Dell’Utri”.
Come cambiano i tempi. Giuseppe Pisanu, fino a poche settimane fa, uno degli uomini più ascoltati dal Cavaliere, oggi si trova costretto a smentire in maniera ferma un articolo di Libero uno dei giornali più vicini a Berlusconi. L’idea che si stia ripetendo l’ennesima gogna mediatica per punire i dissidenti si fa concreta. Pisanu, infatti, da giorni non nasconde la sua posizione favorevole nei confronti dei finiani.
Sergio Rizzo per il Corriere della Sera Per settimane si sono barricati in casa aspettando che i federali venissero a prenderli. Non pagavano le tasse da molto tempo, finché il tribunale li ha condannati a cinque anni di carcere. E loro non ci sono stati. Armati fino ai denti hanno sprangato le porte in attesa della polizia, proclamando di «lottare per la libertà». Proprio così hanno detto: «per la libertà».
Era l’otto luglio quando la bomba politica esplodeva, una mano invisibile ne vibrava il lancio; l’eolico in Sardegna e il comitato d’affari controllato da Flavio Carboni, coinvolti il coordinatore del Pdl e presidente del Credito cooperativo fiorentino, Denis Verdini, il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, il suo assessore Gabriele Assunis, il geometra “prestato” alla magistratura Pasquale Lombardi. Niente di non già visto, niente di tanto scandaloso, infatti l’opinione pubblica (…) – Politica / Banche , Cosentino Nicola , Verdini , P3
Un potenziale conflitto di interessi del coordinatore del Pdl Denis Verdini con la banca di Campi Bisenzio – Firenze – da lui stesso controllata. Lo rileva Bankitalia
Clicca qui per vedere il video incorporato. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni , non ha tempo da perdere e alle domande sulla P3 non è interessato.
L’ultimo capo d’imputazione per Fabio Granata è il suo blog sul sito del Fatto Quotidiano. Materiale per la “corte marziale” dei probiviri l’ha fornito sabato Il Foglio di Giuliano Ferrara , che in un articolo dal titolo “Berlusconiano chi, io
I rapporti di Silvio Berlusconi con la massoneria non sono mai finiti e l'anello tra lui e i fratelli massoni
Si poteva dire di no all’ampliamento di una megavilla nota in tutto il mondo per molte e squallide cronache piccanti e per modeste vicende politiche? Si poteva dire di no a una reggia costruita nella baia di Porto Rotondo tra il 1984 e il 1985 dal pi
In questi caldi giorni d’estate, caratterizzati da aspre polemiche sulla questione morale e sulle tragiche vicende del ’92 è risuonata spesso l’accusa di professionismo dell’antimafia, lanciata sia nei confronti di alcuni magistrati che nelle polemiche interne agli schieramenti politici. Anche nel Pdl si è fatto spesso ricorso a queste espressione per sottolineare negativamente la predisposizione di alcuni di noi a rimuovere la cultura delle garanzie e le presunzioni di innocenza costituzionalmente garantite, attraverso la sottolineatura delle responsabilità di pezzi delle istituzioni e della politica nella vergognosa e ciclopica opera di depistaggio e di occultamento della verità sulle stragi di mafia nella cornice delle trattative tra apparati dello stato e cosa nostra.
Dopo la postuma consacrazione a eroe nei confronti di Vittorio Mangano , presunto stalliere di casa Berlusconi e boss mafioso, da parte di alcuni suoi amici, affiliati e confratelli, assistiamo oggi a un’altra consacrazione ma non di un eroe, bensì di un martire : Flavio Carboni . Lo “ sfigato pensionato ”, così definito dal nostro primo ministro, è tornato a far parlare di sé dimostrando che l’allungamento dell’età pensionabile non è una novità che riguarda solo le donne, ma che si estende senza discriminazioni anche a vecchi conoscenti della giustizia. D’altra parte c’è grossa crisi in Italia e nessuno può permettersi di tirare comodamente i remi in barca.
