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COMPRARE LATTE TRENTINO, AL VIA LA CAMPAGNA

Inserito da Cosimo Rondò il 1 agosto 2009 – 11:21 in Provincia | Tags: , , , 0 commenti
 

(a.t.) «Per i nostri allevatori sono vacche magre. Più di 2000 produttori di latte hanno già abbandonato la propria attività. Compriamo il latte trentino, o piangeremo sul latte versato». È questo lo slogan ad effetto studiato per sensibilizzare i consumatori trentini. Stamattina alla presentazione in sala stampa, presso la Provincia autonoma di Trento, l’assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione Tiziano Mellarini, affiancato da Sergio Paoli, direttore di Latte Trento, e da Silvano Rauzi, presidente della Federazione degli Allevatori.latte
La campagna pubblicitaria promossa dall’Assessorato provinciale all’agricoltura, turismo, foreste e promozione e dalla Federazione provinciale allevatori di Trento attraverso il braccio operativo di Trentino spa, ha l’obiettivo di informare i consumatori sulla preoccupante situazione in atto, per sensibilizzarli e incentivarli all’acquisto del latte e dei formaggi trentini.
«La difficile congiuntura economica unita alla politica seguita dall’Unione Europea in questo settore – ha spiegato l’assessore Tiziano Mellarini –, hanno fatto sì che il nostro latte ed i nostri prodotti caseari finissero schiacciati da prodotti concorrenti di bassa qualità, venduti a prezzi inferiori. Senza nuove regole, ma soprattutto senza la consapevolezza dei consumatori, le cui scelte incidono in maniera decisiva sulle sorti di ciò che troviamo sugli scaffali dei supermercati, questo pericoloso processo di omologazione diventerà irreversibile, perché porterà all’uscita dal mercato di chi privilegia la qualità e la genuinità».
Negli ultimi anni si è verificato un calo consistente degli operatori, nonostante gli investimenti attuati dalla Provincia: “Siamo l’unico territorio – sono state le parole dell’assessore Mellarini – che ha una legge propria a tutela del comparto agricolo e zootecnico, ma nonostante le innumerevoli campagne promosse per sostenere i nostri prodotti, che sono tra l’altro intrinsecamente migliori e salubri, i nostri allevatori sono ormai in una situazione di crisi che si protrae da una decina di anni, ulteriormente aggravatasi in questi ultimi mesi. Se una settantina di anni fa c’erano 500 stalle che lavoravano il latte, oggi sono meno di 100 e poco più di 900 gli allevatori che conferiscono il latte”.
Se scompaiono gli allevatori, scompare anche una precisa identità della terra trentina che della biodiversità e dell’alternanza fra pascoli e boschi ha fatto la sua immagine promozionale. «Il territorio montano – ha proseguito Tiziano Mellarini – è indissolubilmente legato all’alpeggio, al quale deve il panorama che può offrire ai turisti. Ci sono stalle a 1.400 metri di quota che rendono lo scenario unico ed irripetibile. Anche per questo bisogna avere a cuore la sorte dei nostri allevatori».
La zootecnia di montagna rappresenta un’attività complessa, che richiede grandi sacrifici a fronte di produzioni limitate, ma regala un prodotto finale di qualità particolarmente elevata. La lavorazione in malga, fra il resto, non è solo un’attività economica, ma è anche una cultura che si tramanda da secoli e consente a chi fruisce della montagna di trovare uno spazio gradevole ove muoversi.
Solo se il Trentino riuscirà a fare sistema e a supportare questa economia dalle tradizioni antiche, potrà garantire un futuro alle produzioni di qualità e alla cultura dell’alpeggio, oggi messe in discussione da un mercato che favorisce l’omologazione e da regole europee da riformare
Adoperarsi per promuovere i prodotti tipici trentini e per affermare la loro riconosciuta qualità e salubrità in una economia sempre più globalizzata significa difendere l’economia di un territorio e, in ultima analisi, la sua stessa identità. È questa la chiave di lettura dell’azione che il governo provinciale ha deciso di intraprendere a favore del latte nostrano, un prodotto di eccellenza la cui sopravvivenza è messa in pericolo dalla presenza sempre più massiccia sui mercati nazionali e comunitari di prodotti industriali di bassa qualità venduti a prezzi più bassi.
Una qualità elevata dovuta a regole molto più restrittive che altrove: gli allevatori trentini, ormai da molti anni, sono obbligati ad acquistare mangimi privi di prodotti geneticamente modificati, il latte trentino è l’unico che prevede l’alta qualità, le stalle devono essere scrupolosamente pulite e gli animali devono avere un certo spazio vitale a disposizione. Tutto questo si traduce in una genuinità e salubrità del latte trentino e di tutti i suoi derivati, garantite da una filiera certificata.
Per questo la Provincia autonoma di Trento si sta adoperando affinché l’Unione Europea giunga a raddoppiare le indennità compensative a favore della zootecnia di montagna, ma è solo da un “patto di sistema” locale che può partire un’efficace azione di tutela. La campagna pubblicitaria presentata oggi va proprio in questa direzione
Attraverso un’immagine di grande impatto ed un messaggio fortemente emozionale, la pubblicità punta a risvegliare le coscienze dei consumatori, parlando al loro senso d’appartenenza e richiamandoli a vivere il territorio con responsabilità. L’obiettivo è comunicare a tutti i trentini che appartenere ad un territorio ed amarlo significa anche sostenerlo con tutte le proprie forze, da qui il messaggio: “compriamo il latte trentino o piangeremo sul latte versato”.
La pianificazione pubblicitaria prevede due differenti messaggi, ad agosto e a settembre. Si parte con l’immagine “shock” dell’allevatore con il cappello in mano che fa i conti con le difficoltà di lavorare in montagna e la scelta drastica di abbandonare. Slogan: “Per i nostri allevatori sono vacche magre. Più di 2000 produttori di latte hanno già abbandonato la loro attività. Compriamo il latte trentino, o piangeremo sul latte versato”.
La foto apparirà sulle pagine dei quotidiani locali, sugli autobus e i mezzi pubblici extraurbani, sulle locandine nei punti vendita e sui manifesti da 6 metri per 3.
A settembre la campagna porrà invece l’attenzione sui prodotti, quindi latte e formaggi. L’immagine diventa più rassicurante per sensibilizzare i consumatori verso la valorizzazione delle produzioni locali buone e genuine. Nella pubblicizzazione dei messaggi saranno coinvolte anche le radio e le televisioni locali.

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